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“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno (ed alluminio) nelle periferie della città dove vivono, vicini gli uni gli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente, davanti alle chiese, donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”

Scommetto che resterete un po’ sorpresi di sapere che si tratta di uno stralcio di relazione degli anni venti del secolo scorso, dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso Americano sugli immigrati italiani. Sì, si tratta proprio dei nostri antenati. La relazione prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, ottusi e ignoranti, ma disposti più degli altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano perché le famiglie rimangono unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima occupazione”.

Niente di nuovo sotto il sole: sembra di sentire le lucide dichiarazioni del Ministro degli Interni o le amare considerazioni che passano di bocca in bocca al mercato o le presunte riflessioni di qualche cristiano “per bene”. Certo che la conoscenza della storia dei grandi flussi migratori che da sempre hanno caratterizzato l’umanità può aiutare tutti a vivere nel migliore dei modi questo momento storico di passaggio in un tempo meraviglioso, drammatico e tormentato.

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
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