Storia dell'edificio

Dall'opuscolo: AA.VV., Le chiese di Mestre, a cura dell'Associazione sant'Apollonia, collana "Itinerari di Arte e Fede" n. 1, Padova 1999.

Notizie storiche. La parrocchia del "Sacro Cuore di Gesù Re della Gloria" fu istituita in Mestre nel 1952 e venne affidata ai Frati Minori Conventuali della Provincia Padovana di sant'Antonio. I frati provvidero subito alla costruzione di un salone come chiesa provvisoria, mentre (poichè la prima preoccupazione dei religiosi era quella dell'assistenza ai bambini e ai giovani) furono inaugurati nel 1955 l'asilo parrocchiale e nel 1959-60 il patronato-oratorio.

Architettura. Le esigenze di una parrocchia che ormai contava circa 10.000 persone fecero sentire l'urgenza di una nuova chiesa. I frati bandirono perciò il concorso per la realizzazione di una nuova struttura, vinto dall'architetto padovano Adriano Galderisi (recentemente scomparso). Tra il 1967 ed il 1970 venne quindi edificata la grande costruzione (consacrata il 15 agosto 1971 ), che ha unificato in un unico blocco la chiesa, il convento e le opere parrocchiali. La chiesa, completamente in cemento armato, domina con la sua altezza tutta la città e, con l'ampiezza della sua superficie che occupa uno spazio di 1.800 mq, caratterizza in modo marcato questa zona di Mestre. La struttura è caratterizzata all'esterno da due grandiose vele discendenti da circa 40 metri d'altezza, sulla cui sommità sono collocate le campane, mentre l'ingresso principale, sopraelevato rispetto al livello stradale, vede come elemento caratterizzante le due rampe contrapposte dall'andamento curvilineo, che creano un bell'effetto di "abbraccio" per chi vi sta di fronte. L'interno è un'unica grande sala senza alcuna colonna o altro elemento divisorio; le pareti sono spoglie, ma vivacizzate dalla bella parete-vetrata policroma, che consente una illuminazione ottimale.

Presenze artistiche. In chiesa si possono vedere alcune opere d'arte, tutte realizzate da artisti contemporanei. Valentino Pellizzari, scultore mestrino, è l'autore della bella Via Crucis lignea disposta lungo le pareti, di un Cristo risorto e di un Cristo in croce, pure in legno, di un marcato espressionismo. Il pittore udinese Giorgio Celiberti ha dipinto la grande tela (400 x 240 cm) intitolata Il sudario di Auschwitz, dedicata alla vicenda di Padre Massimiliano Kolbe, il francescano minore conventuale sostituitosi volontariamente ad un padre di famiglia nel lager di Auschwitz, salvandolo così da morte certa. Un'altra opera scultorea, che si trova poggiata alla parete di ingresso, è il grande gruppo con La Sacra Famiglia realizzata in gesso dallo scultore veneziano Gianni Aricò. Degna di rilievo è, infine, la scultura in legno rappresentante La Pietà dello scultore mestrino Sergio Bortoluzzi, recentemente scomparso.



Planimetria

 

Legenda

  1. Via Crucis, formelle lignee - opera di Valentino Pellizzari

  2. Cristo Risorto, scultura lignea - opera di Valentino Pellizari

  3. Cristo crocifisso, scultura lignea - opera di Valentino Pellizzari

  4. Il sudario di Auschwitz, olio su tela - opera di Giorgio Celiberti

  5. La Sacra Famiglia, scultura in gesso - opera di Gianni Aricò

  6. La Pietà, scultura lignea - opera di Sergio Bortoluzzi

  7. Campana, datata MDCXXXXV, in bronzo di provenienza ignota

Bibliografia AA.VV., Mestre. Arte e fede, catalogo della mostra, Venezia 1997. Una chiesa-convento nel kitsch urbano di Mestre. Architetto Adriano Galderisi, in "L'architettura" -anno XX, n 1. maggio 1974, pp. 26-33.